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sabato 26 giugno 2010

About the City: tematiche urbane di 45 artisti

Nel Centro Comunale d’Arte e Cultura Castello San Michele, fino al 29 agosto, é allestita la mostra About the City. L'esposizione, a cura di Alessandra Menesini, è promossa dalla Fondazione per l'Arte Bartoli-Felter col patrocinio degli Assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Cagliari e del Rotaract e la collaborazione di Daniele Ratti.

La mostra, organizzata in collaborazione con il Consorzio Camù, sarà visitabile fino al 29 agosto.

In questa mostra allestita nelle sale del Castello le protagoniste sono le tematiche urbane che 45 artisti provenienti da svariate aree geografiche, indagano con fotografie, dipinti, installazioni e sculture.
Artisti che indagano la città negli aspetti urbanistici e sociali, parlando anche dei suoi lati nascosti, raccontando l'agglomerato metropolitano che ingloba edifici e persone, accoglie, respinge, si slancia in verticale, si addentra nel sottosuolo, modifica lo spazio e in qualche modo le esistenze di chi la abita o la subisce.

Per informazioni è possibile contattare il Castello San Michele al numero 070 500656.

mercoledì 16 settembre 2009

Piemonte Industria.Un secolo di lavoro in fotografia al Centro Comunale d’Arte e Cultura Castello San Michele (Cagliari)

Venerdì 18 settembre 2009 (ore 18.30) nel Centro Comunale d’Arte e Cultura Castello San Michele di Cagliari, inaugura, dopo lo straordinario successo di pubblico e critica ottenuto in Italia e all’estero, la mostra “Piemonte Industria. Un secolo di lavoro in fotografia”.

Curata dal fotografo Niccolò Biddau, presenta al pubblico 100 fotografie provenienti dagli archivi di alcune tra le più prestigiose aziende italiane: Alessi, Bialetti, De Agostini, FIAT, Lavazza, Martini & Rossi, Menabrea, Paglieri, Ponti, RAI, Saclà, Telecom Italia, Thales Alenia Spazio, Vinavil, Pininfarina, Zegna e molte altre.

Esposte in ordine cronologico - dalle foto storiche di fine Ottocento, specchio di un’epoca, ad oggi - le immagini in mostra permettono di oltrepassare i "confini" del mondo industriale e di diffondere la conoscenza di luoghi di straordinario fascino che tanto hanno rappresentato e rappresentano per il Piemonte, per l’Italia e il mondo.
La mostra vuole così essere, attraverso un percorso per immagini, una testimonianza dell’evoluzione del concetto stesso di lavoro e del modo di produrre, entrambi creatori di cultura.

Per “Piemonte Industria” è stata compiuta una ricerca nell’ampio patrimonio iconografico conservato negli archivi di imprese che hanno dato un contributo importante nella costruzione e nello sviluppo dell’economia dell’Italia e che, tuttora, continuano il proprio percorso tra tradizione e innovazione.
Gli archivi di alcune aziende dispongono di migliaia di immagini (talvolta complete dei negativi originali, su lastra) mentre altre hanno disperso gran parte del loro patrimonio in occasione di cessioni societarie, per calamità naturali o, semplicemente, per incuria.
Malgrado questa grossa disparità, un lavoro approfondito di ricerca fotografica ha permesso di creare una narrazione unica e corale, nella quale ogni azienda ha contribuito a ricostruire una storia collettiva: seguendo l’ordine cronologico delle immagini, viene così
tracciata una storia visiva dell’imprenditoria piemontese. Dalle immagini di ogni singola azienda emergono vicende che hanno coinvolto e coinvolgono la collettività nel senso più ampio.

La mostra è organizzata dalla Regione Piemonte, Assessorato al Welfare, Lavoro, Immigrazione ed Emigrazione in collaborazione con l’Associazione Immigrati Sardi Sant’Efisio e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari.

martedì 30 giugno 2009

Pantoli 1957 - 2009 a Cagliari, Centro Comunale d’Arte e Cultura Castello San Michele


Giovedì 2 luglio 2009 (ore 19.00) nel Centro Comunale d’Arte e Cultura Castello San Michele di Cagliari, inaugura la mostra Pantoli 1957 – 2009.
La mostra rimarrà aperta dal2 luglio al 6 settembre 2009
Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 17.00 alle 22.00 (Al mattino su prenotazione)

Curata dalla storica dell’arte Simona Campus e organizzata dal Consorzio Camù in collaborazione con la società Sirai, l’esposizione sarà aperta al pubblico alla presenza dell’artista e dall’Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari Giorgio Pellegrini.
Questa antologica dedicata a Primo Pantoli (Cesena 1932) è stata realizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura Comune di Cagliari, e con il contributo dell’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Autonoma della Sardegna e dell’Assessorato alla cultura della Provincia di Cagliari.

L’esposizione, visitabile sino al 6 settembre, è corredata da un catalogo a cura di Simona Campus, con testi e contributi di Simona Campus e Alessandra Corona, realizzato con il contributo di Arti Grafiche Pisano che ne ha curato la grafica, la stampa e l'allestimento.

La mostra ripercorre l’intero itinerario artistico di Primo Pantoli, tra i massimi esponenti della contemporaneità in Sardegna, dalla fine degli anni Cinquanta del ‘900 fino a questo primo scorcio del nuovo millennio.

Oltre centocinquanta opere - dipinti, disegni, collages, sculture, manifesti e scenografie - raccontano l’inesausta ricerca di soluzioni creative sempre differenti e sempre coerenti nel porre al centro dell’universo estetico la persona umana. La persona, anche quando assente, è, infatti, il soggetto dell’arte di Primo Pantoli: l’essere sociale che vive con dolorosa intensità il proprio tempo, opponendosi rabbiosamente alle iniquità e alla violenza; l’individuo che nulla può e nulla vuole occultare dei propri sentimenti più intimi e privati, talvolta delicati, talvolta disperati; la creatura dell’universo che inesorabilmente s’interroga intorno ai misteri più sacri: la divinità, la natura, l’amore, la maternità.
La mostra si apre con i dipinti ad olio risalenti agli ultimi anni Cinquanta e agli anni Sessanta, un periodo di grande impegno per Pantoli, oltre che artistico, anche civile e politico. Giunto in Sardegna nel 1957, diventa promotore e animatore dei gruppi d’avanguardia che aspirano a rinnovare l’arte isolana: Studio ’58 (1958), Gruppo di Iniziativa (1960); Centro di Cultura Democratica (1967). Dopo la prima adesione ad un linguaggio che potrebbe dirsi latamente espressionista, Pantoli elabora un’originale e potente cifra stilistica: la materia cromatica spessa, profonda, grumosa figura e trasfigura immagini di grande forza emotiva. Alle immagini si accostano progressivamente le parole, nella definizione di un messaggio quanto più possibile esplicito, che rifiuta una concezione elitaria dell’arte e della cultura. Uomo e militante di sinistra, Pantoli affida alla pittura l’urlo di speranza per un mondo più giusto e libero.
Agli anni compresi tra il 1957 e il 1965 appartengono i disegni realizzati a china e arricchiti da inserti di acquerello; con tratti sapienti e raffinati, sul bianco dei fogli sono annotati, come sulle pagine di un diario, impressioni ed emozioni, sogni e desideri.
A partire dalla seconda metà degli anni Sessanta datano i lavori a tempera su carta, per giungere fino al 1994. Anche in relazione alla rapidità d’esecuzione legata alla tecnica, in queste opere assume concretezza visiva l’identità di gesto, segno e colore.
L’esposizione prosegue con un’ampia rassegna dei grandi dipinti ad olio rappresentativi della vicenda artistica di Pantoli dagli anni Settanta fino ad oggi. Un’opera del 1974, Riflessi, segna il passaggio ad una meditazione più interna ai codici specifici della pittura: le dinamiche del colore e della luce si fanno funzionali a composizioni, ai limiti della non figurazione, che inseguono l’anelito di una spirituale consonanza con la natura.
L’identità di arte e vita, da sempre imperativo categorico per Pantoli, è suggellata, sul principio degli anni Novanta, dalla decisione di recarsi a vivere a Poggio dei Pini, in una casa arroccata direttamente sul bosco. La vita a Poggio diventa protagonista di tanta parte della produzione di Pantoli, che non cessa però di essere coinvolta nelle problematiche della società. Nel 1991, la scomposizione cromatica sui toni del giallo non allude al riverbero abbacinante del sole, richiama invece sulla tela la terrifica, spettacolare suggestione del cielo di Baghdad squarciato dalle bombe durante l’operazione militare Desert Storm.
Nei lavori dell’ultimo decennio i temi e le scelte stilistiche si avvicendano: attraverso una meditata alternanza di moduli espressivi, Pantoli interpreta lo sdegno per la perdita d’identità dell’uomo nell’epoca di globalizzazione così come per l’omologazione del pensiero perpetrata dalla televisione.
Ad ulteriore arricchimento di questa sezione della mostra si presentano i collages appartenenti al ciclo Innero, del 1996-97.
L’esposizione è completata da una selezione critica di sculture, alla creazione delle quali Pantoli attende dalla fine degli anni Novanta; dai manifesti (ne saranno esposti trenta su una produzione totale di circa centocinquanta) - commissionati all’artista nell’arco degli anni per la comunicazione di congressi politici e sindacali, convegni ed eventi culturali; da alcune maquette delle scenografie ideate per spettacoli teatrali e musicali e per trasmissioni televisive.
Oltre che nella pittura, nella grafica e nella scultura Pantoli ha trovato nell’incisione uno strumento espressivo fondamentale del suo talento: il corpus delle stampe, creato nel corso di molti decenni, sarà interamente fruibile grazie alla scelta di presentare le opere all’interno di appositi album.
BIO: Primo Pantoli è nato nel 1932 a Cesena, dove ha compiuto gli studi classici. Dal ’50 al ’55 è a Firenze, fra studi universitari e pittura. Nel ’57 si è trasferito a Cagliari, dove ha insegnato al Liceo artistico fino al ’90.
Pittore, incisore, scultore dal 1952 ha esposto un po’ ovunque in Italia all’estero. E’ stato fra i fondatori dei primi gruppi di avanguardia in Sardegna (Studio ’58; Gruppo di Iniziativa, 1961; centro di Cultura Democratica, 1967). Disegnatore satirico per Rinascita Sarda e Sardegna oggi, ha lavorato anche come grafico, realizzando numerosi manifesti e depliants per il teatro e per manifestazioni culturali, sindacali e politiche.Per il teatro e la TV (Rai Tre) ha realizzato diverse scenografie.

giovedì 4 giugno 2009

Ispantos. Mostra del fotografo Dario Coletti- Visitabile fino al 7 giugno 2009

Sarà visitabile ancora fino al 7 giugno la mostra fotografica Ispantos. A journey in Sardinia di Dario Coletti al Centro Comunale d’Arte e Cultura Castello di San Michele, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari in collaborazione col Consorzio Camù.


L’esposizione propone una raccolta di 60 immagini, tutte in bianco e nero, scattate nelle diverse parti della Sardegna dagli anni Novanta a oggi: l’attraversamento dell’isola da nord a sud, tredici anni fa, fornisce l’occasione al fotografo romano di scoprire luoghi e tradizioni di forte impatto emotivo, come le navi, il mare, i nuraghi, i pastori, le miniere e i cavalli che, attraverso l’esasperazione del bianco e del nero e la decostruzione dei soggetti, finiscono col perdere, quasi, la vocazione descrittiva per raggiungere quella più sublime dell’evocazione.
Il reportage fotografico, tratto dal libro “Ispantos” edito dalla Soter Editrice di Villanova Monteleone, è accompagnato dalle suggestioni letterarie dello scrittore Marcello Fois e da una riflessione dell’antropologo Francesco Faeta, che sul fotografo spiega: “Coletti riesce a restituirci una Sardegna non banale, fatta di segni e di sottili rapporti tra le immagini, di densi ritratti di uomini, ambienti e cose che aggirano il rischio della descrizione convenzionale e si aprono a una profonda considerazione poetica della realtà contemporanea”.
Per informazioni 070500655


Centro Comunale d’Arte e Cultura Castello San Michele
Sul colle di San Michele sorge uno dei monumenti più affascinanti della città. Il primo impianto risale al X secolo d.C. con funzione difensiva. Dal colle infatti si domina per lungo raggio la città sottostante e si ha ampia visione del mare. La struttura fu completata sotto la dominazione pisana con l’aggiunta delle imponenti torri e l’inglobamento della chiesa di età giudicale nel castello stesso. Da residenza nobiliare a stazione radio militare il Castello non ha perso il suo fascino, arricchito e circondato da un grande parco, dal 2001 è divenuto centro d’arte polivalente, sede di alcune delle manifestazioni artistiche più importanti degli ultimi anni.