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lunedì 3 maggio 2010

Monumenti Aperti 2010 in tutta la Sardegna

Sabato 8 e domenica 9 maggio prende il via l’edizione 2010 di Monumenti Aperti. La manifestazione, sarà come sempre inaugurata a Cagliari, che quest’anno condividerà le date con Capoterra, Sassari e Settimo San Pietro.
Nata nel capoluogo sardo nel 1997 dall’iniziativa delle Associazioni Culturali Ipogeo e Imago Mundi e del Comune di Cagliari, Monumenti Aperti dal 2000, per volontà del Comitato Scientifico e dell’Assessorato Regionale del Turismo, ha assunto dimensione regionale.
Sono stati circa 250.000 i visitatori che, nelle edizioni 2008 e 2009, guidati da oltre 6000 volontari, hanno affollato ben 450 monumenti aperti in 55 comuni: numeri che segnalano l’affermazione di una manifestazione che continua ogni anno a espandersi sul territorio regionale.
Una presenza capillare se si pensa che su otto province sarde sono sei quelle interessate dall’iniziativa: Cagliari, Medio Campidano, Oristano, Carbonia – Iglesias, Olbia - Tempio e Sassari.
Chiese, siti archeologici, beni storico-artistici, ma anche percorsi naturalistici e tematici costituiranno le attrazioni di questa edizione di Monumenti Aperti che si concluderà a Ottobre, estendendo così la tradizionale stagione turistica e valorizzando risorse ancora poco conosciute.
La manifestazione è infatti un’occasione di riscoperta del territorio e delle proprie radici e un’opportunità di crescita e sviluppo turistico.
Per arricchire ulteriormente l’offerta formativa e culturale propria della manifestazione, quest’anno, per la prima volta, si è tenuto su base regionale il ciclo di conferenze Le identità locali – città e paesi si raccontano, che ha interessato oltre Cagliari anche 5 comuni nel resto dell’Isola: Carbonia, Sassari, Alghero, Oristano e Settimo San Pietro, per un totale di 18 conferenze.

L’ADESIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Per il quinto anno consecutivo la manifestazione ha ottenuto l’Adesione concessa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il riconoscimento era stato attribuito per la prima volta nel 2006 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Con una lettera inviata al Comitato scientifico regionale di Monumenti Aperti il Presidente Napolitano, anche quest’anno, ha formulato “fervidi auguri per il successo dell’iniziativa” destinandole, quale suo premio di rappresentanza, una medaglia celebrativa della quattordicesima edizione.


L’ EDIZIONE 2010
Se nel 2000 erano 4 le amministrazioni aderenti alla manifestazione, in questa edizione 2010 sono ben 46 i comuni, dal nord al sud dell’Isola, che vi partecipano distribuiti in 11 fine settimana fino al 30 e 31 ottobre. Almeno 6000 i volontari che apriranno oltre 400 tra monumenti e siti archeologici e naturalistici.
Sono 3 i comuni che partecipano per la prima volta a Monumenti Aperti: Gonnesa, Olbia e Bosa.

Alla manifestazione prendono parte 25 comuni della Provincia di Cagliari: Cagliari, Capoterra, Dolianova, Escolca, Gesico, Gergei, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Monastir, Monserrato, Nuraminis, Ortacesus, Pimentel, Quartu Sant’Elena, Samatzai, San Sperate, Senorbì, Serri, Settimo San Pietro, Sinnai, Suelli, Teulada, Ussana e Villasor; aderiscono 6 comuni della Provincia Carbonia Iglesias: Carbonia, Carloforte, Iglesias, Gonnesa, San Giovanni Suergiu e Sant’Antioco e 6 della Provincia Olbia Tempio: Aggius, Calangianus, Luogosanto, Luras, Olbia e Tempio Pausania; sono 5 quelli del Medio Campidano: Arbus, Sardara, Sanluri, Villanovafranca e Villacidro; e infine 2 i comuni della Provincia di Oristano (Oristano e Bosa) e 2 di quella di Sassari (Sassari e Alghero).

Il programma dettagliato di tutte le iniziative legate a Monumenti aperti è disponibile all’interno delle guide. Il programma potrebbe subire variazioni. Informazioni aggiornate nel sito http://www.monumentiaperti.com/

Destinazioni predilette in Sardegna: Abbasanta, Alghero, Arzachena, Badesi, Baia Sardinia, Barisardo, Bosa, Cabras, Cagliari, Cala Gonone, Calasetta, Cannigione, Chia, Costa Corallina, Costa Paradiso, Costa Rei, Costa Smeralda, Costa Verde, Olbia, Oliena, Orosei, Orroli, Pula, Santa Margherita di Pula, San Gregorio, San Pantaleo, San Teodoro, Santa Maria Navarrese, Santa Teresa di Gallura, Sassari, Tortolì / Arbatax, Villasimius

mercoledì 30 dicembre 2009

Capodanno 2010 di Oristano

Un modo diverso per festeggiare capodanno all’insegna della modernità nella tradizione. Ecco dunque l’anima che darà vita, come oramai da qualche anno accade ad Oristano, che il capodanno diventi un appuntamento per tutti.
La festa è in piazza, nel centro di Oristano. Inizia il 30 dicembre, con il mercato del Gruppo di Azione Locale (GAL) Terre Shardana e la vendita diretta dal produttore al consumatore di elaborati del comparto rurale caratterizzati da ecoambientabilità riconosciuta, dai marchi di qualità, di filiera breve e microdistribuzione.
Per il 31, invece, abbiamo pensato di festeggiare la magica notte di San Silvestro mangiando in un grande ristorante di piazza all’insegna dell’abbondanza e semplicità. Il gran maestro chef Elia Saba preparerà un menù luculliano rispettando lo spirito che anima la festa: la Sardegna, la valorizzazione delle sue arti e dei suoi figli artisti, la valorizzazione e conoscenza dei prodotti artigianali ed agroalimentari del territorio.
Il veglione in piazza prevede tre feste: in piazzetta Corrias per i più giovani, in piazza Eleonora, accanto agli spazi per il cenone, musica etnofolk tradizionale con un grande ballo sardo collettivo, in piazza Roma, invece, a invitare tutti alle danze intorno all’antica torre trecentesca di Mariano, il gran galà condotto da Giuliano Marongiu che quest’anno tutti potranno vedere oltre che in Tv e online.
Festa dunque per tutti, all’insegna della scelta di promuovere e valorizzare tutti i sardi e quanto di buono sappiamo produrre. Nessuna polemica o contradditorio con gli altri prestigiosi nomi previsti nelle piazze della Sardegna. Solo una considerazione: in terra di Arborea, nella capitale di Eleonora, chiamiamo all’appello anche televisivo tutti i sardi, “vicini e lontani”, per salutarci ed augurarci buon anno, per dimostrare, con le nostre bandiere e le nostre note, il bisogno di spazi e grandi occasioni di proposta della nostra cultura.

(Foto: Flickr)